«Si è accelerato tutto in una maniera incosciente e velocissima, che non permette quasi più a un cantautore di scrivere da solo». Sono queste le parole di Dolcenera, pseudonimo di Emanuela Trane, tornata con il singolo “Epopea”, che segna per l’artista una rinascita dopo una pausa dalla musica durata circa quattro anni.
Ripercorrendo la produzione di Dolcenera, da “Siamo tutti là fuori” a “Com’è straordinaria la vita” e “Ci vediamo a casa”, emerge che il fil rouge è il tentativo di partire da una questione reale, spesso legata all’attualità, per poi giungere ad una conclusione, quasi una piccola massima filosofica per vivere meglio. “Epopea” non è da meno. Dietro il ritmo ipnotico e travolgente di questo brano baile funk brasiliano si nasconde, infatti, una riflessione sul nostro tempo e, in particolare, sulle false promesse dei social media, che illudono di poter creare rapporti autentici tra le persone. Dolcenera racconta:
«“Epopea” nasce dalla voglia di una notte semplice, di musica, autenticità e presenza reale, lontano da questa visione di ‘teste di cera’ alla De Chirico che sempre più spesso vedo intorno a noi. Viviamo una realtà che per ognuno diventa epopea: gesta eroiche in un mondo sempre più difficile in cui bisogna imparare a lasciare andare qualcosa per conquistare quotidianamente la propria libertà».

Dopo il Covid, l’artista ha iniziato a fiutare che la musica stava diventando un mondo troppo concorrenziale, una corsa folle in cui l’industria impone dieci autori pur di far sfornare nuovi pezzi. Pertanto, si è concessa un periodo di pausa per riflettere e comprendere la direzione che stava prendendo il mondo e, insieme a esso, la musica. Ciò che in questi anni la sta coinvolgendo maggiormente sono le guerre scoppiate negli ultimi tempi, che l’umanità sembra quasi aver accettato passivamente. È proprio questa la ragione che l’ha portata a scrivere il canto pacifista “Calliope (Pace alla luce del sole)” all’inizio della guerra tra Russia e Ucraina, quando molti sembravano voltarsi dall’altra parte.
«Facendo un confronto con altre epoche, come gli anni ’50, ’60 e ’70, quando la musica era sempre specchio della società, mi sembrava quasi indecoroso che oggi non avvenisse lo stesso».
Con l’uscita di “Epopea” non è mancata nemmeno la riflessione sull’AI, che negli ultimi anni ha sconvolto totalmente le nostre vite, in quanto sia il videoclip di “Epopea”, che di “My Love”, brano con cui ha gareggiato al San Marino Song Contest 2026, è stato realizzato da Gabriele Aprile ed Eugenio Fierro in parte con l’ausilio dell’intelligenza artificiale.


Su questo argomento, l’artista assume una posizione equilibrata. Non la condanna, ma non ne sottovaluta neppure il pericolo:
«Il rischio di queste tecnologie è che chiunque inizi a credersi Spielberg anche se non vale niente. Il mercato rischia di intasarsi con prodotti di bassa qualità, omogenei e tutti identici, spiaccicati l’uno sull’altro». Inoltre aggiunge: «Faremo una grande fatica a distinguere le cose belle da quelle brutte, ma ho fiducia nel fatto che l’uomo percepisca le cose con l’animo e sappia quindi riconoscere il vero valore artistico rispetto a qualcosa di finto e senz’anima».
Mentre i ritmi dell’industria musicale iniziavano ad incalzare e diventare schiavi dei numeri, Dolcenera ha scelto spontaneamente di rallentare, guardarsi intorno per poi ricominciare a trasformare, come ha sempre fatto, le inquietudini del presente in canzoni.