Nessun dolore

... l'arte che fa bene

«Luglio, col bene che ti voglio, vedrai non finirà». Era il ritornello che, nell’estate 1968, risuonava sulle spiagge italiane e non solo, diventando la colonna sonora di quella stagione che sembrava non terminare mai.

Il brano era stato pubblicato il 1º aprile dello stesso anno, ma a spalancargli le porte del successo fu “Un disco per l’estate”, un festival che si teneva a Saint-Vincent. Sul palco si presentò un Riccardo Del Turco ancora timido e impacciato, non presente nella lista dei favoriti di quell’edizione. A dominare i pronostici c’erano artisti del calibro di Jimmy Fontana, vincitore dell’anno precedente, Iva Zanicchi, Gigliola Cinquetti, Orietta Berti e Caterina Caselli.

Lo stesso Del Turco, in quegli anni, si chiedeva perché il successo tardasse ad arrivare: «Perché non ho ancora “sfondato”? Francamente non saprei. Forse perché non mi piace spostarmi da Fiesole. Dovrei forse rinchiudermi tra le mura dei grattacieli di Milano, correndo come un pazzo da una casa discografica all’altra? Ora sto tentando la carta con il Disco per l’Estate. La canzone è intitolata “Luglio”. Mi sembra che faccia presa sul pubblico».

Il risultato dell’evento sorprese tutti. Del Turco arrivò in prima posizione, seguito da Orietta Berti con “Non illuderti mai” e dagli allora emergenti Franco I & Franco IV con “Ho scritto t’amo sulla sabbia”.

I vincitori di “Un disco per l’estate 1968”

Proprio nel mese di luglio il singolo raggiunse la vetta delle classifiche italiane, dove rimase per mesi, uscendo dalla top ten soltanto il 5 ottobre. Un successo destinato a trasformarsi negli anni in un appuntamento fisso dell’estate italiana.

A firmare il brano furono lo stesso Riccardo Del Turco insieme al paroliere Giancarlo Bigazzi, membro degli Squallor dal 1971 e autore di brani come “Gloria” di Umberto Tozzi e “Montagne verdi” di Marcella Bella. L’arrangiamento è opera di Luis Bacalov, mentre l’incisione vide la partecipazione di musicisti come Guido e Maurizio De Angelis e di un tipico quartetto vocale nel quale figurava anche Rodolfo Bianchi, futuro produttore di Renato Zero e Claudio Baglioni. Fu Del Turco a offrire a Bigazzi una delle prime occasioni importanti: amico di suo cugino, iniziò a collaborare con lui mettendo a frutto una capacità naturale di scrittura e composizione. Ricordando il loro incontro, Del Turco raccontò: «Giancarlo era un amico di mio cugino, lavorava in banca». «All’epoca di “Luglio” magari non aveva ancora molta pratica, però strimpellava la chitarra, e a quel tempo bastava: i pezzi nascevano dal cuore».

“Luglio” nacque così, dal cuore e senza una rigida divisione dei compiti. L’ispirazione arrivò a Del Turco dopo la lettura di una poesia di un autore cinese, un’allegoria sulla mietitura. Quella scoperta fu motivo di riflessione sul ritorno ciclico del mese di luglio, periodo dell’anno in cui il protagonista del brano attende il ritorno dell’amata.

Copertina di “Luglio”, Riccardo Del Turco

La canzone aveva tutte le carte in regola per conquistare il grande pubblico: un titolo evocativo, una melodia orecchiabile e un testo capace di raccontare un’estate di attese, speranze e nostalgia. Secondo Del Turco, il segreto del successo risiede proprio nella sua semplicità, che la rendeva proverbiale, facile da canticchiare, e nel coretto, il suo vero marchio di fabbrica.

«Il coretto maschile, con quattro voci ad appoggiare il cantante, è sempre stata una caratteristica delle mie canzoni, fin dall’inizio con i Rebel Rousers, miei amici di Firenze. Anche nelle versioni internazionali veniva mantenuto, ad esempio in quella francese di Joe Dassin«.

Infatti, il successo non si limitò solo all’Italia. Il brano volò in Francia e in Canada grazie alla versione di Joe Dassin con il titolo di “Le petit pain au chocolat”, in Inghilterra con “Something’s Happening” degli Herman’s Hermits ; in Germania con Vico Torriani nell’album “Buona sera, Vico!” e persino in Turchia e in Venezuela grazie a Giorgio Carnini che ne incise una versione strumentale inserita nell’album “Giorgio Carnini all’organo Hammond X-66”.

“Luglio” si rivelò così un successo intramontabile che non ha nulla a che fare con i tormentoni della generazione attuale, destinati ad un consumo rapido come afferma lo stesso Del Turco: «Non aveva l’aggressività delle canzoni di adesso, che vengono imposte alla gente in modo martellante. Il risultato è che si consumano con una rapidità terribile». Per Del Turco, infatti, la forza di certi brani sta proprio nella loro capacità di resistere al tempo: «“Luglio” ha un vantaggio che ha anche “Last Christmas” degli Wham: è destinata a tornare ogni anno, sempre che non cambino nomi ai mesi».

A più di cinquant’anni dalla sua uscita, Luglio continua così a rappresentare non solo una canzone estiva, ma un appuntamento stagionale sulle note di una melodia che riporta sempre a quell’estate ricca di speranze del 1968.