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Quando la fiaba arrivò a teatro: 50 anni de “La Gatta Cenerentola” di De Simone

Cinquant’anni fa, il 7 luglio 1976, debuttava al Teatro Nuovo di Spoleto, in occasione del Festival dei Due Mondi, una delle opere destinate a cambiare per sempre la concezione di teatro musicale: “La Gatta Cenerentola” di Roberto De Simone. L’opera teatrale in questione è stata scritta e diretta dal regista, compositore e musicologo napoletano Roberto De Simone, ma le origini della fiaba sono antichissime.

Già prima che Giambattista Basile fissasse nel XVII secolo la prima versione scritta in Europa, ne “Lo Cunto de li Cunti”, la storia di Cenerentola circolava già nella tradizione orale del Mezzogiorno. Donne, anziani e cantastorie la tramandavano di generazione in generazione, modificandone dettagli, personaggi e canti a seconda dei luoghi e delle comunità. Fu proprio dalla versione di Basile che, in seguito, trassero ispirazione sia Charles Perrault alla fine del Settecento sia i Fratelli Grimm nell’Ottocento, contribuendo alla diffusione mondiale della celebre fiaba. 

Roberto De Simone recuperò il testo barocco di Basile per poi fonderlo con i canti della tradizione orale dopo una meticolosa ricerca antropologica e musicale sul Sud Italia insieme con la Nuova Compagnia di Canto Popolare dando vita così a un intreccio tra musica popolare e musica colta. Lo stesso De Simone definì l’opera “un melodramma come favola dove si canta per parlare e si parla per cantare o come favola di un melodramma dove tutti capiscono anche ciò che non si capisce solo a parole”. Infatti la lingua napoletana ha contribuito  a rendere la rappresentazione più suggestiva e a far riconsiderare il dialetto, non più come mero intrattenimento, ma come un patrimonio complesso anch’esso capace di veicolare messaggi colti come ogni altra lingua. 

Lo dimostra anche il successo che “La Gatta Cenerentola” ha avuto all’estero, in particolare negli Stati Uniti e in Scozia, dove è stata accolta con grande interesse per la genialità della riscrittura della fiaba e delle musiche. La prima che si tenne a Spoleto, le cui riprese sono quasi introvabili, godeva della partecipazione di attori e cantanti come Peppe Barra, Concetta Barra, Isa Danieli, Giovanni Mauriello, Fausta Vetere. Questa edizione è stata pubblicata in LP, e successivamente in CD. L’album nel 2012 è stato inserito da Rolling Stone nella classifica dei 100 dischi italiani più belli di sempre in 83esima posizione. 

La trama della storia è lineare, semplice, ma leggendo tra le righe si può conoscere un’altra faccia di Cenerentola. Nell’opera incontriamo una Cenerentola-gatta, un animale che “graffia”, che sta vicino al fuoco, spesso associato alle arti magiche. In secondo luogo, Cenerentola rappresenta il popolo napoletano con la sua insoddisfazione, il desiderio di cambiamento e una religiosità naturale repressa dal potere ufficiale. Come la protagonista è sottomessa dalla matrigna, così il popolo è oppresso da un governo straniero.

Pertanto, questo giorno non è solo l’anniversario di una semplice fiaba messa in scena a teatro, ma di un nuovo modo di fare teatro, tra ricerca etnomusicologica e contaminazione dei generi, che ha influenzato profondamente artisti e compagnie successive.