Nessun dolore

... l'arte che fa bene

Non teatri d’élite, ma luoghi di comunità: i teatri condominiali italiani premiati dall’UNESCO

Non sono certamente teatri costruiti all’interno di condomìni, ma il loro nome racconta una storia profondamente legata alla partecipazione collettiva. Si tratta dei teatri condominiali all’italiana, iscritti alla Lista del Patrimonio Mondiale a Busan (Corea del Sud) dal Comitato UNESCO negli ultimi giorni, portando a 62 il numero dei siti italiani iscritti nella prestigiosa lista.

La candidatura è stata promossa dal Presidente delle Marche, Francesco Acquaroli, in collaborazione con il Ministero della Cultura, che sosterrà l’intera rete nazionale dei teatri condominiali nell’avviamento alla candidatura UNESCO.

L’attributo “condominiali” suggerisce che, a differenza dei grandi teatri commissionati dalle corti aristocratiche, questi edifici vennero finanziati da cittadini, famiglie locali e istituzioni che ne divennero proprietari collettivamente. Così, tra il XVIII e il XIX secolo, anche nelle piccole città dell’Italia centrale, il teatro divenne un luogo culturale e di condivisione per l’intera comunità.

Teatro Ventidio Basso, Ascoli Piceno

Pertanto, il valore riconosciuto dall’UNESCO non si fonda solo sulla classica architettura all’italiana, bensì anche sulla funzione culturale e civica che hanno assunto i teatri all’epoca. Questo modello innovativo ha permesso di far entrare il teatro nella quotidianità anche delle persone meno abbienti, lontano dalle grandi capitali culturali. Oggi, i teatri condominiali continuano a essere luoghi vivi, capaci di adattarsi ai nuovi linguaggi artistici, conservando ancora il loro fascino e la loro storia centenaria.

Come sostiene il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, la candidatura “celebra l’eccezionale valore universale di questi gioielli architettonici, che sono, da oltre due secoli, centri vitali di fruizione culturale, di identità e di coesione sociale per le comunità che li custodiscono. I teatri condominiali sono una infrastruttura culturale italiana di eccellenza, che, in maniera innovativa, ha permesso a generazioni di cittadini nei borghi e nei piccoli centri dell’Italia centrale di fruire dell’Opera, della musica classica e di altre forme di spettacolo dal vivo”.

Teatro Bramante, Urbania

I dieci teatri iscritti

  • Teatro Angelo Mariani, Sant’Agata Feltria, Emilia-Romagna
  • Teatro Giovanni Battista Pergolesi, Jesi, Marche
  • Teatro Ventidio Basso, Ascoli Piceno, Marche
  • Teatro Serpente Aureo, Offida, Marche
  • Teatro dell’Aquila, Fermo, Marche
  • Teatro Lauro Rossi, Macerata, Marche
  • Teatro Feronia, San Severino Marche, Marche
  • Teatro Gentile da Fabriano, Fabriano, Marche
  • Teatro Bramante, Urbania, Marche
  • Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti, Spoleto, Umbria (immagine in copertina)