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Un’anno senza Pippo, un paroliere dietro le telecamere

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Ago 18, 2026 #Pippo Baudo

Un anno fa, precisamente il 16 agosto 2025, ci lasciava Pippo Baudo, l’inventore assoluto della televisione italiana che conosciamo oggi. 

Pippo Baudo, nato a Militello in Val di Catania nel 1936, è stato un conduttore televisivo e radiofonico, autore televisivo, nonché attore in numerose pellicole come “Il suo nome è Donna Rosa”, regia di Ettore Maria Fizzarotti (1969) e “FF.SS.” – Cioè: “…che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene?”, regia di Renzo Arbore (1983).

Negli anni ‘60 è entrato nelle case italiane con le prime conduzioni, come “Guida degli Emigranti” e i suoi primi servizi per il telegiornale dall’Africa al Belgio. Successivamente condusse “Primo piano” e “Telecruciverba”, oltre a diverse manifestazioni musicali. Ma il vero successo di Pippo Baudo arrivò con “Settevoci”, un programma che la Rai considerava “intrasmissibile” e che, per puro caso, vide trasmessa la sua puntata pilota, registrando ottimi ascolti per la sua innovatività. Baudo condusse anche “Domenica in”, “Fantastico” e ben tredici edizioni del Festival di Sanremo stabilendo un record clamoroso. 

Pippo Baudo accompagna al pianoforte il musicista Luciano Fineschi a “Settevoci” nel 1966 

Ma Pippo è stato molto di più di questo. E’ stato sì un uomo che ha cambiato per sempre la concezione di televisione in Italia, ma dal punto di vista umano si è distinto per essere stata una compagnia per milioni di italiani e un punto di riferimento per tanti artisti che in quegli anni muovevano i primi passi nel mondo della musica e dello spettacolo. Chi negli spettacoli comici lo parodiava con l’iconica frase “L’ho inventato io!” non aveva poi tutti i torti. Infatti, sono tantissimi i talenti che Pippo Baudo è stato capace di riconoscere e favorirne l’ascesa.

Giuni Russo? L’ha inventata lui. Laura Pausini? L’ha inventata lui. Giorgia? L’ha inventata lui. Andrea Bocelli? L’ha inventato lui. Lorella Cuccarini? L’ha inventata lui. E molti altri ancora, come Al Bano, Loretta Goggi, Carmen Consoli, Barbara D’Urso, Michelle Hunziker, Gigi D’Alessio e Irene Grandi.

Pippo Baudo e Giorgia, “La TV fa 70” (2024)

Oltre alla conduzione, però, non tutti sanno che Pippo Baudo si è dedicato molto alla musica in prima persona, scrivendo e componendo numerosi brani per cantanti come Gianni Morandi, Loretta Goggi, Bruno Lauzi e Orietta Berti, molti dei quali sono diventate sigle televisive.

Tutti i testi firmati Pippo Baudo:

• Una domenica così (Vantellini, Silvestri, Paolini, Baudo) – Gianni Morandi (1967)

• Amore per la vita (Vantellini, Silvestri, Paolini, Baudo) – Orietta Berti (1968)

• Donna Rosa (Fineschi, Paolini, Silvestri, Baudo) – Nino Ferrer (1969)

• Viva le donne (Paolini, Silvestri, Fineschi, Baudo) – Nino Manfredi (1970)

• Gingì – Loretta Goggi, Pippo Baudo – (1971)

• Vieni via con me (Taratapunzi-e…) (Baudo, Marchesi, Simonetti, Verde) – Loretta Goggi (1972)

• Yeah! (Baudo, Marchesi, Caruso) – Loretta Goggi (1972)

• La tartaruga (Lauzi, Baudo, Caruso) – Bruno Lauzi (1975)

• Al pranzo di gala di Babbo Natale (Lauzi, Baudo, Caruso) – Bruno Lauzi (1975)

• Birilli, stelle e musica (Testa, Baudo, Caruso) – Marchio Depositato (1975)

• Isotta (Bardotti, Franco, Caruso, Baudo) – Pippo Franco (1977)

• Il millepiedi, Il Re della Polonia, San Qualcuno, Il pulcino (Bardotti, Caruso, Baudo) – Enrico Montesano (1979)

• Cicciottella (Lauzi, Baudo, Caruso) – Loretta Goggi (1979)

• La balena (Calabrese, Baudo, Caruso) – Orietta Berti (1980)

• Io, soltanto io (Calabrese, Boccoli, Caruso, Baudo) – Lino Toffolo (1980) 

Quindi il suo contributo alla televisione italiana non si è limitato alle serate che ha condotto o agli artisti che ha lanciato. Baudo, uomo visionario e poliedrico, ha ideato un modo di fare televisione che, ancora oggi, riconosciamo nella maggior parte dei programmi di intrattenimento. A un anno dalla sua scomparsa resta l’impronta lasciata da un uomo che ha saputo raccontare il mondo dello spettacolo nella sua evoluzione dando spazio ai volti che oggi sono i protagonisti della scena televisiva. Proprio questa forse è la sua eredità più importante: aver reso la televisione non un semplice mestiere, bensì uno spazio di condivisione, capace di valorizzare nuovi talenti.