“Her dreams don’t live at home” (“i suoi sogni non vivono a casa”), è così che canta Adéla nel suo brano “Ain’t in LA”, un manifesto che grida a tutti i sognatori e alle sognatrici come lei di non scoraggiarsi dinanzi a niente e nessuno per raggiungere il proprio obiettivo.
Chi è Adèla?
Adéla Jergová, classe 2003, è originaria di Bratislava, in Slovacchia. Sin dai primi anni di vita si è appassionata particolarmente al canto, ispirata dalla sitcom americana Hannah Montana, e al ballo. All’età di tre anni ha iniziato a prendere lezioni di danza classica in Russia. Da quel momento non si è più fermata, trasferendosi prima a Vienna per unirsi al Balletto di Stato di Vienna e a Londra per entrare a far parte della English National Ballet School. Nel 2022, Adéla si è trasferita a Los Angeles per intraprendere la carriera musicale Nel 2023 ha partecipato al reality show “The debut: Dream Academy”, la competizione che in seguito avrebbe portato alla nascita del gruppo tutto al femminile delle Katseye.
Il suo EP di debutto è stato “The Provocateur” nel 2025, mentre lo scorso 4 settembre Adéla ha pubblicato il suo primo album “Prima”, prodotto da Dylan Brady e Blake Slatkin , anticipati dai brani “KGB”, “Red Bottoms”, oltre che da “Ain’t in LA”, il brano che l’ha consacrata una delle future protagoniste della scena pop internazionale.


Il brano “Ain’t in LA”
“Ain’t in LA” nasce durante un ritorno nella sua casa nella città natale. Lì trova per caso alcune fotografie della madre all’età di diciotto anni, ritratta davanti a una parete tappezzata di poster di cantanti pop portati dal nonno clandestinamente dalla Germania. Quella semplice immagine ha permesso ad Adéla di riflettere su quante persone talentuose e piene di ambizioni non possono emergere in quanto vivono un contesto che non le valorizza, sottolineando dunque che i talenti non esistono solo a Los Angeles, centro nevralgico delle produzioni musicali e cinematografiche, ma ovunque. Adéla dunque smonta l’immaginario della Los Angeles delle star e del lusso, spostando la prospettiva su quella di un’adolescente che, sebbene viva alle strette in una piccola realtà continua a sognare in grande:
“She shares a room with her younger brother
Clothes secondhand from her best friend’s mother
Cut ′em all up, yeah, she got her own style
Madonna on the wall, next to Destiny′s Child“
(Traduzione in italiano: Lei condivide una stanza con il suo fratello minore, Vestiti di seconda mano dalla migliore amica di sua mamma, Madonna sul muro, accanto alle Destiny’s Child)
In occasione di un’esibizione live del brano, la cantante si è espressa sulla sua esperienza a Los Angeles: “Mi sono trasferita a Los Angeles quattro anni fa, ma sono originaria della Slovacchia, che è un paese davvero piccolo nell’Europa centrale. E mi piace molto vivere a Los Angeles; penso davvero che sia un posto fantastico, ho degli amici meravigliosi e una casa qui. Ma ho scritto questa canzone e stavo pensando a come Los Angeles sia ciò che è grazie a tutti gli immigrati, proprio come me, e a tutti coloro che si sono trasferiti da altri stati degli Stati Uniti”.

Oltre a questa tematica l’album affronta temi legati alle relazioni tossiche, all’identità, all’autonomia, all’amicizia, all’amore e alla perdita, inserendoli all’interno di una riflessione più ampia sull’esperienza femminile. Pertanto, “Prima” ha un doppio significato: sia “prima” nel vero senso della parola poiché si tratta di un album di debutto che un riferimento alla prima ballerina, cioè la ballerina principale di un corpo di ballo.